Trattamento con onde d'urto

Onde d'urto con puntamento ecografico-ecoguidate


I vantaggi dati dall'utilizzo dell'ecografo prima, durante ed in seguito alla terapia ad onde d'urto consente:

  • localizzazione esatta della sede da trattare (area di tendinosi, fibrosi, calcificazione tendinea/articolare)
  • trattamento mirato della zona responsabile del problema
  • monitoraggio delle evoluzioni terapeutiche, dei cambiamenti tissutali dati dal trattamento, valutazione degli esiti


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DOLORE AL TENDINE D'ACHILLE?

1. Si valuta la zona ecograficamente
2. Si evidenziano le zone da trattare
3. Si esegue la seduta di onde d'urto

La visualizzazione ecografica consente una maggiore precisione terapeutica e conseguentemente degli esiti terapeutici migliori

L’ onda d’urto è un’onda acustica con un elevato picco di pressione regolabile in un piccolo range di frequenza, è indicata per il trattamento di patologie tendinee croniche ed acute.

Alcuni quadri trattabili possono essere le tendiniti della spalla, patologie del gomito, del piede, pubalgie, borsiti, contratture e fibrosi muscolari.


Questa nuova terapia è utile in diverse patologie fisioterapiche e ortopediche a carico del sistema muscolo-scheletrico, riduce l’infiammazione articolare ed aumenta la vascolarizzazione locale.

Ha un elevato potere antidolorifico e stimola la rigenerazione dei tessuti.

Le onde radiali vengono generate balisticamente da un sistema pneumatico che accelera ad alta velocità un proiettile verso una testina di emissione, trasformando l'energia cinetica in impulsi pressori.


Combinando le onde radiali con esercizi di stretching si ritrova un miglioramento significativo rispetto alla sola fisioterapia manuale, anche nel trattamento di tendinopatie e fasciti plantari con quadri cronici e difficili da trattare.


In letteratura diversi autori hanno verificato l'efficacia di questa metodica nel trattamento di tendinopatie calcifiche di spalla e miglioramenti significativi nella riduzione delle calcificazioni tendinee.

L'indicazione principale delle onde d'urto radiali è la modulazione del dolore e l'effetto antalgico dato dall'incremento della sintesi delle endorfine a breve termine e dalla soppressione dei processi infiammatori a livello dei neuroni dei gangli dorsali a lungo termine con una inibizione sulla produzione di citochine pro-infiammatorie algogene.


Il protocollo di trattamento prevede la somministrazione sui trigger point di una media di 3000 impulsi con pressione di 1,5 bar a frequenza di 5-8 hz, il ciclo terapico si compone di 5 sedute distanziate ciascuna di 7-10 giorni.

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Sperone calcaneare plantare, spesso associato al dolore al tallone/tallonite, frequente indicazione terapeutica alle onde d'urto, risolvibile nella maggior parte dei casi.

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Utilizzo dell'ecografo per localizzare uno sperone calcaneare plantare, confronto la radiografia


Onde d’Urto: Domande frequenti e risposte per i pazienti.

D: Mi hanno detto che le Onde d’Urto sono dolorose, è vero?

R: Il trattamento con Onde d’Urto può risultare fastidioso in quanto la terapia eseguita su una zona “infiammata” coinvolge le fibre nervose sensitive e causa, quindi, una sollecitazione dolorosa. Si tratta, comunque, di un fastidio sopportabile che non richiede alcun trattamento anestetico e che cessa al termine del trattamento.

D: Ho una spina calcaneare e verrò sottoposto a trattamento con Onde d’Urto: potrò guidare l’auto dopo il trattamento o avrò necessità di essere accompagnato?

R: Al termine del trattamento il paziente non accusa alcun fastidio aggiuntivo. In alcuni casi è, piuttosto, possibile che si avverta una riduzione del dolore per le prime ore dopo il trattamento.

D: Che fine fa la calcificazione del tendine dopo il trattamento con Onde d'Urto?

R: Le Onde d'Urto, mediante un meccanismo di cavitazione, sono in grado di determinare una riduzione di consistenza delle calcificazioni intratendinee e, al tempo stesso, indurre una vasodilatazione locale che consente una lenta e graduale “pulizia” del tendine. Il processo di eliminazione delle calcificazioni avviene molto lentamente ed è indotto dalle Onde d'Urto. La calcificazione viene gradatamente riassorbita senza alcun rischio cardiovascolare.

D: Ho fatto il trattamento con Onde d'Urto, ma al controllo ecografico la calcificazione non ha subito grandi modifiche. Io, però sto molto meglio. Che significa?

R: Esiste spesso una scarsa correlazione nel post-trattamento tra il dato radiologico (le immagini ecografiche e/o radiografiche) e il dato clinico (il paziente sta molto meglio) che risulta in parte ancora non spiegabile. L'effetto biologico delle onde d'urto è in grado di determinare, nelle settimane successive al termine del trattamento , una riduzione del dolore e della infiammazione anche in presenza di immagini ecografiche poco differenti da quelle pre-trattamento. L'indicazione che forniamo ai pazienti con una storia come la sua è solo di attendere: quasi sempre non è necessario ulteriore trattamento e spesso le modifiche ecografiche vengono apprezzate a ulteriore distanza di tempo.


Per approfondire...

Le indicazioni per il trattamento con le onde d’urto nelle affezioni muscolo-scheletriche sia acute sia croniche possono essere suddivise in due campi di applicazione: tessuti molli e tessuti duri.


  • Tessuti molli - tendiniti e tendinopatie inserzionali in genere ed in particolare:

a) epicondiliti

b) epitrocleiti

c) tendiniti e tendinopatie calcifiche della spalla

d) tendiniti e tendinopatie calcifiche dell’achilleo

e) tendoperiostite della fascia plantare del tallone

f) sindromi pubalgiche


  • Tessuti duri:

a) periostiti reattive

b) periostiti da fratture da stress

c) coxartrosi

d) gonartrosi

e) rizoartrosi

f) sindrome di Sudeck

g) pseudoartrosi (nei casi più gravi, per la serietà della patologia e/o per la localizzazione, energie e modalità di applicazione non consoni ad uno strumento privo di sistema di puntamento).

Merita un doveroso distinguo l’applicazione della terapia ad impulsi extracorporei sul tessuto osseo dove sono state osservate una risposta di tipo precipuamente osteogenetico e una di tipo vascolare.

Nelle aree di pseudoartrosi è possibile ottenere la rottura dei cristalli di idrossiapatite, permettendo così la liberazione di microcristalli. Ciò provoca un’espansione del numero dei nuclei di aggregazione calcica e quindi una riattivazione e un ampliamento della riposta osteogenetica.

Per quanto invece riguarda la risposta vascolare sono stati evidenziati due tipi di risposte:

- Una, precoce e transitoria, legata a fenomeni di simpaticoplegia temporanea indotta dalla terapia ad onde d’urto sulle terminazioni nervose simpatiche con conseguente apertura del letto capillare;

- Alla prima risposta sopra citata, ne consegue a distanza di alcuni giorni una seconda legata all’incremento del numero dei capillari ovvero alla densità capillare distrettuale.


Lo studio del dott. Davide Dal Bò è specialista nella terapia con onde d’urto, lo testimoniano gli ottimi risultati che quotidianamente ottiene da questa metodica. Il quadro doloroso in seguito al trattamento si risolve nella maggioranza dei casi, l’indice di efficacia e soddisfazione terapeutica è quindi molto alto. Si hanno degli ottimi risultati su pazienti sportivi consentendogli il ritorno alle loro attività in tempi ridotti.


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Immagini radiografiche, con indicazione del trattamento ad ONDE D'URTO, di calcificazioni frequenti, alla spalla, gomito e piede.

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